| IL SINDACO SULLA POLEMICA – FONTE | |
| «Crocifisso a Bagnoli nei luoghi pubblici sarebbe meglio evitare» | |
| MARIA PIRRO «Io sono cattolica e ho il crocifisso vicino al letto, ma nei luoghi pubblici il crocifisso non lo metterei». Pur confermando la sua partecipazione alla cerimonia di giovedì prossimo, quando il simbolo verrà affisso nell’aula consiliare della municipalità di Bagnoli-Fuorigrotta, il sindaco Rosa Russo Iervolino non nasconde le sue perlessità rispetto all’iniziativa dal presidente del parlamentino di quartiere: «Giuseppe Balzamo è mio amico, ma questa volta non l’ho capito», A Bagnoli, intanto, si acuisce lo scontro. Rifondazione, Comunisti italiani e Sdi lanciano un ultimatum a Balzamo: «Se il crocifisso dovesse essere affisso – dice Luca Simeone, capogruppo del Prc – siamo pronti ad autosospenderci tutti dall’incarico di consiglieri della decima Municipalità, a disertare le riunioni del consiglio e delle commissioni». Il caso ieri è stata affrontato in aula. Il dibattito è durato circa due ore. Tra gli argomenti fatti valere dal fronte dei sostenitori c’è la presenza del crocifisso in un’altra sala consiliare della stessa Municipalità, a Fuorigrotta. «Si tratta di un crocifisso di un metro di altezza – sottolinea il capogruppo di An, Pino Di Guida – che, però, non ha mai turbato nessuno. Per noi non è una questione ideologica, ma in democrazia funziona così: quando si esprime un parere, quello della maggioranza deve poi prevalere». La replica di Simeone: «Mai ci sogneremo di far togliere il crocifisso nella sede di Fuorigrotta, ma neppure vogliamo che se ne metta uno a Bagnoli. Lasciando le cose come sono, si dimostra rispetto reciproco». In difesa del crocifisso anche i Ds. «Non condividiamo l’iniziativa – dice il capogruppo Vincenzo Luongo – ma siamo d’accordo con il presidente Balzamo: occorre rispettare la decisione della maggioranza». Sul caso interviene anche Felice Iossa, consigliere regionale di Alleanza riformista: «Ho appreso che la maggioranza si è spaccata sull’esposizione del crocifisso nei locali pubblici. Non è un buon segno, e non è un buon segno che su questo argomento ci sia chi preferisce restare in silenzio». «È ridicolo – sostiene Massimo Di Dato, portavoce dell’Assise cittadina per Bagnoli – che i consiglieri perdano tempo e siano pagati da noi cittadini per discutere su un crocifisso, quando ci sono problemi urgenti come il caro affitti e l’emergenza rifiuti». Mentre Carlo Cremona, presidente dell’associazione omosessuale I Ken, chiede alle istituzioni di «garantire che non ci sia l’egemonia di una religione». | |
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