comunicato stampa di Carlo Cremona: Croce o Testa?

 

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Che avvilimento il panorama culturale di Napoli! La
questione della municipalità di Bagnoli la dice “lunga”.
Spesso capita che un cittadino impegnato attivamente nella
comunità faccia una fatica spropositata a sostenere o a
difendere il proprio diritto “neutro” di cittadino, pensando
in questo modo di costruire una “casa comune” nella quale
ciascuno possa sentirsi a “casa propria”.
Molti e molte di noi impegnano la propria vita alla ricerca
di questa neutralità che diviene una GARANZIA per tutti e
tutte, invece, sempre più spesso ci troviamo a difenderla
anche dagli “amici” e più in generale da coloro che
pensano di avere un “diritto di Maggioranza (?)” culturale
o sociale che deve imporsi manu militare, applicando
vessilli e simboli ( propri e non universali) ovunque senza
mai porsi la superflua domanda, è giusto?
Questo atto, costringe le minoranze a chiedere e senza mai
ottentere,ciò che è DOVUTO in una società civile e
plurale, ossia il rigoroso rispetto delle differenze la loro
garanzia.
Ed ecco, come anche in questo caso , ( la difesa del diritto
di non affissione e non di deposizione di un crocifisso in
un luogo dello Stato laico) non è vista come la giusta
richiesta di neutralità ( laicità dello Stato) a
garanzia di una parte di cittadini ( e non importa se
maggioritaria o no) e costringe quella parte di cittadinanza
sensibile ad una cultura delle differenze e laica a soffrire
la stessa frustazione emotiva e politica che soffriamo noi
omosessuali, quando dobbiamo spiegare e dibattere sulle
ovvietà che sono alla base delle nostre richieste
politiche e sociali. Esse ci fanno dire delle ovvietà del
tipo che siamo tutti uguali, che paghiamo le tasse come
tutti, abbiamo lo stesso sangue…. insomma siamo uguali e
non si capisce perche ci vengano negati i diritti di
cittadinina e senza mai avere una giustificazione plausibile
e legittima.
Allo stesso modo, ma al contrario, pare che il simbolo del
cristianesimo debba STARE a tutti i costi e senza ragioni
plausibili nei luoghi dello Stato come se la religione fosse
un fatto dello Stato e come se i cittadini italiani ebrei,
mussulmani , buddhisti e gli atei non fossero italiani (
come non furono considerati tali gli ebrei e gli omosessuali
deportati dai nazi fascisti) ma essi debbano solo subire una
decisione che non ha spiegazioni plausibili oltre al Credo (
intimo e personale) e che non ha nulla a che vedere con il
pubblico e statuale.
Noi laici non vogliamo meno religione,( non dichiariamo
ateismo) ma vogliamo pari diritti per tuttie tutte, diritti
civili e diritto alla libera religione credendo che lo
Stato, la Comunità debba infischiarsene se un proprio
membro abbia inclinazioni ( di orientamento o d’identità
di genere o di credo) personali e diverse.
Per noi un uomo o una donna vanno giudicati come buoni o
cattivi cittadini, noi associazioni omosessuali lavoriamo
affinchè tutti i gay e le lesbiche di questa
collettività dimostrino di essere eccellenti cittadini e
non chiediamo vantaggi ma denunciamo di essere vessati e
perseguitati perché gay, lesbiche o trans.
Il rispetto della differenza passa quindi dal diritto
all’uguaglianza. La garanzia di questo diritto è uno Stato
laico, plurale e solidale è per questo che quel simbolo
religioso non va messo perché metterlo è simbolo non di
pace di amore e di coprensione, ma di una debole egemonica
concezione della religione come “strumento” non di fede ma
di Stato.

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