Munnezza; Napoli capitale della Trash Art (di Carlo Cremona presidente ass. i Ken)
Tutto ci si poteva immaginare quattordici anni fa, fuorché i napoletani che acclamavano il neo Sindaco di Napoli Bassolino in galleria Umbero I, si trovassero in trincea dietro la Munnezza con l’indice puntato verso i potenti di turno simbolo della Crisi di oggi.
Munnezza, ergo rifiuti solidi ( e non solo) urbani non trattati ed accumulati qua e la per la città.
Munnezza, in napoletano, è anche un sinonimo di una condizione umana e sociale assai degradata ed è usata in senso dispregiativo al par di “latrina”… ovviamente dai volgari.
Oggi invece abbiamo globalizzato, sprovincializzato la Munnezza cosicchè può avvenire che anche al Parlameto Euoropeo si parli di Munnezza come se si parlasse di stato sociale.
Munnezza è anche, in modo figurativo, la rappresentazione dello stato d’animo dei tanti napoletani onesti che si vedevano rappresentati dalla voglia di riscatto che quattordici anni fa toglieva l’immondizia ( uguale ad oggi) dalle strade, ridava l’acqua potabile trasparente alla città, risolveva lo scandalo del latte della centrale ( municipalizzata dal latte infetto) e proponeva Napoli sul palcoscenico internazionale come Capitale del Sud Italia.
Sappiamo, oggi qual è il ruolo delle Istituzioni e dei rappresentati istituzionali eletti democraticamente dal popolo, ma qual è il ruolo della società civile?
Quale è il ruolo degli intellettuali oggi a Napoli in questa crisi?
Quale è il ruolo nella crisi della Camorra?
L’unico punto che non voglio trattare è il terzo, occorrerebbe l’amico don Tonino Palmese di Libera per un’analisi attenta e puntuale sugli effetti e sulle aspettative della criminalità sulle ambite gestioni del Ciclo dei Rifiuti in Campania.
La cosa che mi tormenta oggi invece è analizzare, non in modo emotivo, ma distaccato, quello che appare da questa crisi.
Ritengo che sia sbagliato oggi accusare la politica o gli amministratori di una cosa che riguarda tutti e che è la città, la cosa pubblica.
Se guardo indietro ai mesi scorsi, devo osservare che più volte scrissi al Sindaco di Napoli per urlare lo sdegno per una città in preda ad orde di Barbari e facinorosi, di gente violenta e senza scrupoli che non perdevano occasione per distruggere, vandalizzare, dimostrare inciviltà e prepotenza.
Ricordo tra tutte, la vittoria dei Mondiali e la conseguente devastazione, scippi e rapine a due passi dalla Questura centrale in via Medina sotto gli occhi sbigottiti e terrorizzati dei cittadini onesti e dei turisti soli senza controllori della sicurezza, oppure il passaggio in serie A della squadra di Calcio Napoli con l’infrazione a piazza Trieste e Trento e la vandalizzazione della fontana e del negozio rapinato sotto gli occhi di carabinieri e polizia.
Occorre girare per le vie del centro storico per vedere intere famiglie su motorini, senza casco, passare dinanzi a pattuglie di polizia o dei carabinieri indolenti o distratte senza che l’infrazione produca reazione, repressione, sanzione o fermo.
Inutilità della polizia Metropolitana della città, paguri bernardi della vigilanza della sicurezza metropolitana.
Oppure ricordiamo piazza Bellini, o qualsiasi piazza della città, oramai svuotata da ragazzi con voglia di socializzare ma uniti solo dalla tossicomania.
In questo quadro e per questi quattordici anni la città ha continuato a produrre ed a gettare immondizia, negli stessi luoghi dove oggi ci sono montagne, e la società civile che si dice oggi scandalizzata non ha mai partecipato in massa ai comitati per la differenziata, anzi si è adattata a non differenziare complice il malaffare del lucro indifferenziato.
Come dire l’atteggiamento è sempre lo stesso, di facciata, l’importante è tenere pulite le strade, non è risolvere il problema.
Nessuno ha mai protestato per l’immondizia anche perché giornali e tv non hanno parlato mai del fatto in modo critico ma hanno sempre fatto la cronaca delle crisi e delle proteste, e così facendo non hanno aiutato a costruire una coscienza collettiva tendente o incline ad un uso differenziato dei rifiuti; parrebbe che la TV deve orientare solo all’acquisto di merce inutile e non a far crescere la consapevolezza dei cittadini su temi sociali!
È evidente, che non mi metto nel coro di quelli che gridano allo scandalo, si sapeva dove si stava andando a finire, ma la cosa che mì indigna è l’accattonaggio di alcuni politici sulle disavventure consociative della politica.
Noi intellettuali, ossia persone che prima di fare pensano e si domandano cosa è meglio o peggio, cosa giusto o sbagliato dire o fare, dobbiamo razionalizzare la crisi e dire con forza che è necessario affermare la solidarietà istituzionale sulla questione emergenza perché è evidente che tutti ( compreso ciascuno di noi) abbiamo colpa e responsabilità nella produzione della munnezza, quella solida urbana e quella eventualmente eletta nelle Istituzioni come rappresentati del popolo.
Le crisi in questo momento occorrono solo alla camorra ed alle compagnie del mal’affare, commissari che danno non in appalto ma privatamente commissioni, in modo non trasparente e dannoso per la collettività.
Abbiamo bisogno di NORMALITA’ istituzionale, che ci dimostrino che è possibile amministrare in normalità questa crisi.
Fa spavento quando cittadini onesti lottano per un proprio diritto per una propria battaglia e si trovano a lottare fianco a fianco all’antistato, la causa del proprio male e della propria sofferenza.
Quando questo avviene si chiama o compromesso oinfiltrazione.
La società civile non può permettersi, se civile, di lottare con l’antistato altrimenti è complice del proprio disastro e del proprio male.
Guardate le immagini dei cumuli della Munnezza, scorgerete di tutto, igienici, arredi, buste di plastica e cartoni.
Un mare di differenziate insieme dinnanzi ai cassonetti (insufficienti ma non assenti) per la raccolta.
E questa è anche colpa di Bassolino?
Questa è colpa mia! Consumatore sfrenato che non ho mai protestato per le confezioni inutili dei prodotti alimentari.
Questo è il costo del consumo, del marketing, della pubblicità. Un fagiolo nella scatola si vende di più se ha una bella scatola perché lo dice la TV. Ed allora anziché puntare il dito contro qualcuno, rimbocchiamoci le maniche e ripensiamo la nostra città, la nostra regione, il nostro territorio come fonte di sviluppo e di benessere, pretendiamo un ciclo di rifiuti sano e generoso, un ciclo di depurazione delle acque efficiente, coste pulite e sviluppate, città non inquinate e pedonali, servizi pubblici che non chiudano alle 22:00 e nelle festività religiose. Ripensiamo a noi stessi qui ed ora perché la nostra vita è questa e non altrove in un altro tempo.
Comunicato Stampa:
Munnezza Connection: Malavita Globalizzata ed eversione politica….la ricetta non cambia mai?
Tutto ci saremmo aspettati, noi napoletani onesti, ma non ci aspettavamo che i partiti di opposizione facessero le barricate, non nelle aule delle Istituzioni durante i quattordici anni di mal governo dell’emergenza rifiuti, ma che le facessero solo ora per la strada, a minare la sicurezza delle città e a loro diciamo ATTENTI alla Camorra.
Munnezza è anche una condizione intellettuale, politica e quindi filosofica ed in alcuni casi è invisibile e non è male odorante, anzi veste i panni migliori e i profumi più inebrianti.
Esiste un Fondo a tutto ciò?
Speriamo di averlo toccato cosicché ci rimane dinnanzi solo il meglio, ma a giudicare da quello che sta avvenendo le previsioni non sono delle migliori – dichiara Carlo Cremona presidente dell’associazione i Ken ONLUS di Napoli.
Solidarietà a Soru e a tutti i sardi onesti che tendono una mano a noi campani onesti ed a cui va il nostro riconoscimento, così come va a tutti gli italiani generosi.
Saremo idealisti, ma ci continuiamo a chiedere :” quale politico ci sta guadagnando da questa situazione? Quelli di governo nessuno!”
Queste non sono proteste ma pare più eversione!
Certo è che se tra le fila di questi “sbandati” ci sono anche le frange estreme della tifoseria calcistica, vuol dire che l’analisi fatta per piazza Bellini a Napoli su alcune dinamiche dei gruppi sociali emarginati delle città non è un fatto sporadico ma rappresenta un disegno globale, che vede nella domenica il pretesto per esercitazioni di guerriglia metropolitana pronta a entrare in azione anche per la munnezza.
Scontri tra forze di polizia e manifestanti durante la protesta contro l’arrivo dei rifiuti da Napoli, nei pressi di viale Diaz a Cagliari (Giuseppe Ungari/Ansa)
Fonte: http://www.corriere.it/



Sono anni, tanti anni che la situazione della “munnezza” nel napoletano e casertano è mal gestita. Non è solo questo il problema della Campania ma vi sono: mal gestione delle infrastrutture, mal gestione della sanità pubblica, mal gestione della sicurezza; politiche dell’anziano, dei giovani e dei disabili assenti, ecc. E’ la condizione sociale e quindi la mentalità campana che è malsana.
Viviamo in un’area favolosa che purtroppo non viene gestita e recuperata come gli spetta. Lasciamo perdere quale politico non abbia fatto il suo dovere negli anni pregressi: sono tutti colpevoli! Politici neri e rossi e di tutti gli altri colori. E la colpa è anche nostra che, credendo ancora nelle loro possibilità (e volutamente non ho scritto capacità), andiamo a votare personaggi che ci vendono solo e sempre fumo negli occhi pur se in noi è viva la speranza di un cambiamento positivo per la nostra regione.
Bene fanno i veneti, i lombardi, i sardi e i siciliani che in questi giorni stanno rifiutando la “munnezza” napoletana. Già essi hanno le loro difficoltà e pagano tanto per gestirle. E’ un nostro problema e non si risolve con la generosità. Cerchiamo di scegliere altre e più serie politiche e, se non troviamo speranza alcuna, facciamoci sentire! In che modo? No, non andando a votare (perché è un nostro dovere) ma andando a votare SCHEDA BIANCA in tutte le elezioni: da quelle amministrative (comunali) a quelle politiche (nazionali).
L’idea dovrebbe estendersi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale: in questo modo faremo capire, con milioni di schede bianche, che gli italiani non sono abulici alla politica (come dicono) ma sono avviliti da una condizione di inetta e vergognosa conduzione politico-sociale della nazione!
A noi la palla… ora!
Comunicato stampa
i Ken onlus aderisce a
Voler bene alla Campania
L’Associazione omosessuale i Ken ONLUS di Napoli partecipa alla manifestazione di sabato 19 gennaio organizzata da Legambiente sull’emergenza rifiuti
Aderiamo a Voler bene alla Campania – mobilitazione promossa da Legambiente sull’emergenza rifiuti, che prevede una manifestazione sabato 19 gennaio alle 14.30 da piazza Carità a Napoli.
“Saremo anche noi omosessuali in piazza – dichiara il presidente di i Ken Carlo Cremona – perché condividiamo e facciamo nostra la denuncia di Legambiente sui ritardi e le inadempienze delle istituzioni. Inoltre siamo – e da sempre – convinti che la raccolta differenziata sia l’unica via immaginabile per un sano ciclo di smaltimento e recupero dei rifiuti da riciclare. Riteniamo che però occorra avviare un virtuoso confronto che coinvolga le filiere della produzione dei confezionamenti inutili e dannosi per le tasche dei consumatori e dell’ambiente.
Riteniamo che si debbano avviare percorsi di trasformazione aziendale, che portino a nuove politiche aziendali attuative della trasformazione delle produzioni verso nuove filiere eco compatibili, il tutto salvaguardando le lavoratrici e i lavoratori del comparto.
“La nostra adesione – continua Cremona – è in linea con l’impegno da sempre profuso sui temi della cittadinanza dei nuovi diritti e della legalità e della lotta al degrado sociale ed ambientale, per garantire a tutti i cittadini condizioni di vita dignitose e soprattutto migliori”.
Riteniamo che gay, lesbiche e trans debbano dimostrare nei Fatti la loro cittadinanza, partecipando attivamente alla vita pubblica della città e del territorio, non solo sui temi inerenti le “famiglie di fatto”, ma su tutte le questioni nodali della piena cittadinanza.
Invitiamo tutte le organizzazioni GLBTQ di Napoli e tutti e tutte le persone ad unirsi alla grande manifestazione.
Portate voi le “pezze”, porteremo noi le Saponette!
Ufficio stampa
081 5519653
+39 392 3887147
ikenonlus@i-ken.org
17/01/08
Comunicato stampa
i Ken onlus aderisce a
Voler bene alla Campania
L’Associazione omosessuale i Ken ONLUS di Napoli partecipa alla manifestazione di sabato 19 gennaio organizzata da Legambiente sull’emergenza rifiuti
Aderiamo a Voler bene alla Campania – mobilitazione promossa da Legambiente sull’emergenza rifiuti, che prevede una manifestazione sabato 19 gennaio alle 14.30 da piazza Carità a Napoli.
“Saremo anche noi omosessuali in piazza – dichiara il presidente di i Ken Carlo Cremona – perché condividiamo e facciamo nostra la denuncia di Legambiente sui ritardi e le inadempienze delle istituzioni. Inoltre siamo – e da sempre – convinti che la raccolta differenziata sia l’unica via immaginabile per un sano ciclo di smaltimento e recupero dei rifiuti da riciclare. Riteniamo che però occorra avviare un virtuoso confronto che coinvolga le filiere della produzione dei confezionamenti inutili e dannosi per le tasche dei consumatori e dell’ambiente.
Riteniamo che si debbano avviare percorsi di trasformazione aziendale, che portino a nuove politiche aziendali attuative della trasformazione delle produzioni verso nuove filiere eco compatibili, il tutto salvaguardando le lavoratrici e i lavoratori del comparto.
“La nostra adesione – continua Cremona – è in linea con l’impegno da sempre profuso sui temi della cittadinanza dei nuovi diritti e della legalità e della lotta al degrado sociale ed ambientale, per garantire a tutti i cittadini condizioni di vita dignitose e soprattutto migliori”.
Riteniamo che gay, lesbiche e trans debbano dimostrare nei Fatti la loro cittadinanza, partecipando attivamente alla vita pubblica della città e del territorio, non solo sui temi inerenti le “famiglie di fatto”, ma su tutte le questioni nodali della piena cittadinanza.
Invitiamo tutte le organizzazioni GLBTQ di Napoli e tutti e tutte le persone ad unirsi alla grande manifestazione.
Portate voi le “pezze”, porteremo noi le Saponette!
Ufficio stampa
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